Quest'anno, in Germania, si celebra un centenario particolare: il 1° marzo 1918 fu pubblicato il primo standard DIN. Allora, la standardizzazione – quelle specifiche che vincolano i requisiti di prodotti, servizi o processi – era ancora una questione nazionale.  DIN, acronimo di Deutsche Institut für Normung (in italiano ”Istituto tedesco di normazione” equivalente del nostro più familiare UNI), la più importante organizzazione tedesca di standardizzazione, era stata fondata pochi mesi prima, nel dicembre del 1917.


Molte cose sono cambiate da allora. Gli standard governano praticamente ogni aspetto della nostra vita: nello scorso secolo sono state fissate le normative di riferimento per quasi tutti i prodotti che utilizziamo nella nostra vita quotidiana, dai componenti per la costruzione di macchine (come quella prima norma DIN di un secolo fa) fino alle caratteristiche di sicurezza per articoli sportivi e alle regole su come dovrebbero essere eseguiti determinati processi di produzione. 
In un mondo globalizzato, tuttavia, sono le normative internazionali a determinare sempre più spesso come dovrebbe essere un prodotto o come deve essere gestito un processo. Dal 1947, l'ISO (Internazional Organization for Standardization), con sede a Ginevra, monitora gli standard mondiali. Da allora l'ISO ha rilasciato oltre 22.000 standard internazionali, praticamente su ogni aspetto tecnico. Attualmente sono 161 i paesi che partecipano a questo processo di standardizzazione internazionale.

 

Ma come nasce un nuovo standard?



 

1 Gran parte dei paesi ha una propria organizzazione per la normazione: in Germania è l'Istituto tedesco di normazione (DIN) di cui i formati DIN per la carta sono universalmente noti, in Italia il ruolo compete a UNI e CEI, e così via. Ma poiché il commercio globale per sua stessa natura non si ferma ai confini nazionali, le organizzazioni dei vari paesi hanno unito le forze in un'organizzazione transnazionale. La più grande e importante di queste è l'ISO. Garantisce che le merci provenienti da diversi paesi siano conformi alle norme equivalenti, semplificando le esportazioni e il commercio mondiale. Il famoso standard DIN per la carta (DIN 476) è stato per molti anni uno standard nazionale prima di diventare uno standard internazionale, codificato nella norma ISO 216. Ciò garantisce ad esempio che la carta A4 si adatti anche alle stampanti fabbricate in Giappone, Cina e persino negli Stati Uniti, che usa un diverso standard per la carta, da 8,5 x 11 pollici.

 



2 Pochissimi prodotti mantengono caratteristiche inalterate nel tempo come le dimensioni della carta. Molti sono soggetti a modifiche tecniche, sia dovute a processi di produzione più moderni o a più stringenti livelli di sicurezza. Quindi gli standard devono essere continuamente rivisti. Ad esempio, se un'organizzazione di consumatori ritiene che lo standard ISO 20345, che regola le caratteristiche delle calzature antinfortunistiche, debba essere modificato, deve presentarne richiesta a un'organizzazione di standardizzazione. Il diritto di raccomandare un nuovo standard, o l’adeguamento di uno già esistente, è fondamentalmente aperto a chiunque, dalle agenzie governative fino alle organizzazioni e alle singole persone. A seconda della rilevanza del prodotto, la proposta può essere presentata a livello nazionale o internazionale.




 

3 All’ISO viene presentata la proposta di revisione di uno standard. Ma chi decide se la modifica proposta ha davvero senso? Questa domanda viene esaminata attraverso il New Work Item Proposal. L'organizzazione chiede quindi il parere alle 161 organizzazioni membri ISO, una per ogni paese partecipante. E solo se la maggioranza relativa accetta la proposta, e almeno cinque membri sono pronti a lavorare sulla revisione, la stessa passa allo step successivo.

 




4 Viene formato un gruppo di lavoro per redigere il testo specifico. Esso è composto dalle delegazioni degli organismi nazionali di normazione. Chiunque può partecipare - dopo tutto, il gruppo di lavoro dovrebbe riunire quante più competenze e quante più opinioni possibili. A seconda dell'argomento, il gruppo potrebbe raggiungere una certa entità. Oltre alle organizzazioni nazionali e alle associazioni dei consumatori, nel gruppo di lavoro, di solito, sono rappresentate anche le associazioni industriali, che garantiscono che nessun interesse “di parte” prevalga. L'ISO è decisamente contro le rappresentanze unilaterali: i presidenti delle commissioni devono garantire che tutti i gruppi interessati abbiano voce in capitolo e partecipino al processo decisionale.

5 Non appena pronta, a volte dopo qualche anno di attesa, la bozza della nuova versione  viene per la prima volta resa disponibile per una pubblica discussione. Tutte le parti interessate hanno ancora una volta l'opportunità di presentare le loro osservazioni in vari passaggi chiaramente definiti. Nessuna osservazione? A questo punto l'ISO può fare il passo finale e pubblicare il nuovo standard.




 

6 L'ISO è un'associazione e quindi i singoli stati membri non sono obbligati ad accettare i suoi standard. Ma poiché è ragionevole stabilire il maggior numero possibile di standard internazionali per regolamentare il commercio globale, molti paesi accettano volontariamente gli standard e li incorporano o tramutano in proprie norme nazionali. Guardando all’UE, l'Unione, tramite il proprio organismo di standardizzazione CEN/CENELEC, adotta la maggior parte degli standard sviluppati dall'ISO a Ginevra. Altre volte è proprio l‘Unione Europea, sempre tramite i propri organismi normatori, a proporre nuovi standard quando questi hanno una valenza più locale e, quindi, non vengono ritenuti significativi a livello internazionale dall’ISO. Lo stesso dicasi a livello nazionale da parte di CEI ed UNI.



 

7 Dove uno standard è applicato può essere, quindi, facilmente determinato dalla combinazione di lettere e numeri che definiscono la norma. Se la norma è stata edita a livello nazionale avrà la denominazione dell’ente normatore nazionale (DIN in Germania, UNI o CEI in Italia) più un numero. La presenza della sigla “EN” più un numero indica, invece, che lo standard è stato edito o adottato da tutti i membri dell'organizzazione europea di standardizzazione; si potranno avere quindi norme “EN” oppure norme “DIN EN” oppure ancora “UNI EN”, Ed infine, se nella sigla identificativa è presente il termine ISO, significa che lo standard si applica a livello nazionale, Europeo ed Internazionale. Da qui la nascita di norme UNI oppure UNI EN oppure UNI EN ISO.