Toyota, il futuro ha già 40 ANNI

La casa giapponese ha imboccato da decenni la strada delle tecnologie ibride: dal lancio della Prius, nel ‘97, ha assunto una leadership indiscussa. Filosofia e progetti per una mobilità sostenibile illustrati dall’Ad di Toyota Italia, Mauro Caruccio.

Intervista Paolo Barbieri Foto Toyota

La storia industriale dell’automobile risale a quasi un secolo e mezzo fa, eppure si guarda ancora allo sviluppo di questo mezzo puntando sulle tecnologie: fra ibrido, elettrico e idrogeno per i motori e il crescente peso dei supporti digitali, cosa vede nel futuro delle quattro ruote?

Da oltre 40 anni, Toyota sviluppa e migliora i veicoli elettrificati, nelle prestazioni e consumi, per realizzare soluzioni di mobilità in grado di rispondere a tutte le necessità dei clienti e al tempo stesso di minimizzare l’impatto sull’ambiente. La road map della mobilità, promuove l’interazione di varie tecnologie per fornire il veicolo giusto, al posto giusto e nel momento giusto, rispondendo alle diverse esigenze di mobilità a breve, medio e lungo raggio.

Nell’ottobre del 2015 Toyota ha lanciato l’Environmental Challenge 2050, un progetto che mira a ridurre in maniera consistente l’impatto derivante dalla produzione e circolazione delle automobili, puntando alla totale sostenibilità del ciclo di vita di una vettura. In tal senso Toyota ha previsto di ridurre del 90%, entro il 2050, la media delle emissioni di CO2 dei propri veicoli rispetto ai livelli del 2010. Il piano è stato lanciato prima della definizione dell’Accordo di Parigi sul clima COP21 del dicembre 2015. Entro il 2030 Toyota punta a vendere oltre 5,5 milioni di vetture elettrificate l’anno, incluso 1 milione di veicoli a zero emissioni (BEV, FCEV). Entro il 2025 ogni modello Toyota e Lexus sarà disponibile esclusivamente o con almeno una variante elettrificata. Questo sarà possibile grazie all’incremento del numero di versioni HEV, PHEV, BEV e FCEV. Come risultato tutto ciò porterà all’eliminazione dei progetti che non prevedano una versione elettrificata.

Spesso si tende a confondere l’elettrificazione con l’auto elettrica, o meglio con quello che più correttamente viene chiamato l’auto elettrica a batteria o BEV. In realtà l’auto elettrica a batteria è solo una delle forme di elettrificazione possibili. Quando si parla di veicoli elettrificati, ci sono tre componenti tecnologiche che sono molto importanti, e sempre presenti. Il motore elettrico, che contribuisce parzialmente o interamente alla trazione, ed è anche in grado di recuperare energia durante le fasi di decelerazione o frenata. La batteria, sia essa ricaricabile o meno da una fonte elettrica esterna, che alimenta i motori elettrici.

L’inverter (e Power converter unit), che trasforma la corrente continua erogata dalla batteria in alternata per alimentare i motori e, viceversa, la corrente alternata generata dai motori quando funzionano da generatori in continua per ricaricare la batteria. Nello stesso componente, per quanto riguarda Toyota, è anche incluso un power converter, un trasformatore, in grado di regolare la tensione di alimentazione dei motori elettrici in funzione della potenza che si vuole erogare. In un processo di semplificazione concettuale, partendo da questi 3 componenti si possono avere: gli ibridi elettrico termici, gli ibridi elettrico-termici plug-in, un elettrico a batteria aggiungendo la sola ricarica esterna ed anche i veicoli a fuel cell, alimentati da idrogeno.

Il Full Hybrid Electric Toyota è una tecnologia dal semplice utilizzo e dai vantaggi immediatamente verificabili. Ad Aprile 2016, infatti, proprio per consolidare la validità scientifica dei dati sulla percentuale percorsa dall’auto in modalità Zero Emission Vehicle (ZEV), Toyota ha incaricato il Prof. Fabio Orecchini - Ordinario di Macchine e Sistemi per l’Energia e l’Ambiente e Direttore del CARe (Center for automotive research and evolution) - di condurre un primo studio per verificare il comportamento energetico dei veicoli Full Hybrid Electric di propria produzione, con l’obiettivo – tra gli altri – di quantificare, con metodologia scientifica, la percentuale di percorrenza del veicolo a zero emissioni nelle diverse tipologie di percorsi (urbano, autostradale e misto). Il primo studio condotto sul modello Prius, che si è concluso a fine giugno 2016 dopo 60 test drive eseguiti da 20 autisti diversi, ha dimostrato che, mediamente, una Prius Full Hybrid Electric è in grado di funzionare ad emissioni zero (ZEV) fino al 73,2% del tempo, ovvero con motore termico spento. Questo valore sale al 79,4% se si considera il solo tratto urbano. Nel 2017 Toyota ha replicato lo studio su un altro modello di auto, la Yaris. In questo caso, lo studio è stato condotto dal prof. Orecchini in collaborazione con ENEA (collaborazione promossa dal Ministero dell’Ambiente). Questo secondo studio è durato un mese e mezzo e ha riguardato 42 test drive condotti da 14 autisti per un totale di oltre 1.500 km di percorrenza in 95 ore di guida. I risultati hanno evidenziato per la Yaris un valore di percorrenza in modalità ZEV pari al 66,7% del tempo, salendo fino al 75,4% se si prende in analisi il solo tratto urbano.

 

 

Mauro Caruccio

Managing Director, Toyota Motor Italia

Toyota percorre la strada della sostenibilità realizzando soluzioni di mobilità per ogni tipo di esigenza. Da questo punto di vista, tra le soluzioni tecnologiche proposte è opportuno parlare dell’idrogeno quale vettore energetico dall’ampia possibilità di utilizzo. L'idrogeno potrà favorire lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, che per definizione non producono energia in maniera costante nel tempo. Grazie all'idrogeno, si può immagazzinare il surplus di energia che viene prodotto in alcuni momenti, per poi utilizzarlo successivamente utilizzando l'idrogeno come combustibile all'interno di una fuel cell per restituire energia elettrica.

L'idrogeno si produce principalmente: dall'acqua, mediante un processo elettrochimico chiamato elettrolisi, utilizzando energia elettrica ed ossigeno. Se l'energia elettrica che si utilizza è prodotta da rinnovabili (es. idroelettrico, solare, geotermico o eolico) il processo è totalmente ecologico e non viene emessa CO2. Dagli idrocarburi, ad esempio dal metano, mediante un processo chiamato "steam reforming". Oppure da processi di gassificazione del carbone, o tramite cracking di idrocarburi. Spesso infatti l'idrogeno viene ricavato come prodotto secondario nei processi di raffinazione. In tutti questi casi però viene emessa CO2. Un terzo modo di produzione, chiamato biologico ed ancora in fase di ricerca, utilizza le alghe o batteri che si nutrono di idrocarburi. Ad esempio si può ricavare idrogeno dai rifiuti. È chiaro che la maniera migliore è la prima, poiché non si basa sull'utilizzo di idrocarburi e non emette CO2. È però ancora più costosa rispetto alla seconda.A partire da marzo scorso Toyota ha iniziato le vendite in Giappone di “Sora” (un acronimo per Sky, Ocean, River, Air, che rappresenta il ciclo dell’acqua della terra), il primo autobus a celle a combustibile (bus FC) che ha ricevuto la certificazione di omologazione in Giappone. Toyota prevede di introdurre oltre 100 autobus a celle a combustibile, principalmente nell'area metropolitana di Tokyo, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020.  

Sul fronte automobili invece, nel 2014 Toyota ha introdotto sul mercato Mirai (che in italiano significa futuro) la prima berlina di serie alimentata a idrogeno. Mirai viene commercializzata dove esiste un'infrastruttura. L'infrastruttura è sempre fondamentale nell'adozione di nuove fonti energetiche, ma in questo caso la capillarità dovrà essere meno diffusa perché la Mirai, ad esempio, fa un rifornimento di idrogeno in 3 minuti e ha una autonomia di 500 km reali. I km non dipendono dalla batteria ma dal pieno di idrogeno che produce energia. Attualmente Mirai è commercializzata in Gran Bretagna, Francia, Norvegia, Svezia, Belgio e Germania. Proprio in Germania, il governo ha previsto un piano per la costruzione di 100 stazioni di rifornimento di idrogeno entro il 2018, e di 400 entro il 2023.

Per quanto riguarda l’Italia, il 14 gennaio 2017, è entrato in vigore il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/94/UE DAFI che fornisce requisiti e linee guida per la realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi. La scelta fatta dal Governo italiano è stata quella di inserire anche l’idrogeno. Nella fase di recepimento della DAFI, Toyota ha rappresentato, a tutte le istituzioni competenti il valore della scelta strategica dell’idrogeno per il paese. Un lavoro certosino e impegnativo che però ha contribuito a dare la possibilità di una scelta consapevole da parte del decisore. La DAFI richiedeva anche la modifica della Regola tecnica per la costruzione delle stazioni di rifornimento di idrogeno. Tra i vari punti quello che ci stava più a cuore era la possibilità di rifornire i veicoli a una pressione a 700 bar. Posso ora dire che la regola tecnica è stata così aggiornata e che a maggio il testo è stato inviato alla Commissione Europea per la procedura di rito. Tra due mesi circa - non appena rientrerà da Bruxelles - il decreto potrà entrare in vigore. Questo è un esempio di riconoscimento istituzionale di una tecnologia innovativa.

Questo crescente impegno di Toyota nella tutela dell’ambiente, si riflette anche nello studio e nello sviluppo continuo di soluzioni di mobilità avanzate volte a considerare l’innovazione sempre al servizio delle persone. Toyota si posiziona infatti, adesso, come un mobility brand che offre servizi integrati di mobilità di nuova generazione a tutti, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle persone. All’ultimo CES® di Las Vegas, abbiamo infatti presentato la e-Palette Alliance, una partnership che sfrutterà la Mobility Services Platform (MSPF) dell’azienda per sviluppare una nuova gamma di soluzioni per la mobilità e un nuovo veicolo caratterizzato da livelli di flessibilità mai visti prima. La partnership punta alla creazione di un "ecosistema" composto da un ampio ventaglio di software e hardware che consentirà alle aziende di sfruttare le tecnologie più moderne ed offrire ai propri clienti servizi sempre migliori. Nel breve termine, questa Alliance punta allo sviluppo del prototipo e-Palette che rispecchia una delle vision Toyota per quanto riguarda l’Autono-MaaS (Mobility as a Service), ovvero l’applicazione della guida autonoma come servizio: si tratta di un veicolo elettrico a batteria (BEV) completamente autonomo dotato di diverse possibilità di personalizzazione e con un ampio ventaglio di applicazioni. Il prototipo incarna l’impegno Toyota nella ricerca di soluzioni flessibili e condivise. Oltre al supporto dei servizi disponibili attraverso la MSPF di Toyota, il prototipo e-Palette dispone di un’interfaccia di controllo aperta e di una serie di tool che permetteranno ai diversi partner l’installazione dei rispettivi sistemi di guida autonoma e di gestione della vettura. Una volta installato il sistema di guida, la tecnologia Guardian di Toyota viene attivata per assicurare al veicolo il corretto funzionamento. Insieme, la e-Palette Alliance e l’e-Palette Concept rispecchiano l’impegno profuso da Toyota nella realizzazione di soluzioni di mobilità sempre più innovative.

 

Con il lancio della Prius nel 1997 Toyota ha aperto una nuova strada e assunto una leadership innegabile nel mercato globale delle auto a propulsione ibrida. Può riassumere per noi quando avete capito che la sfida era stata vinta e quali sono i dati più significativi di questo successo?

Dal lancio della Prius nel 1997, Toyota è diventata brand leader in termini di elettrificazione della gamma, a conferma di un impegno serio e continuo nel contribuire a realizzare una mobilità veramente sostenibile. I risultati ottenuti negli ultimi 20 anni lo confermano: oltre 12 milioni di auto ibride elettriche vendute nel mondo hanno permesso di ridurre le emissioni di CO2 di oltre 90 milioni di tonnellate. In Italia oggi una Toyota su due è equipaggiata con questa tecnologia e sono oltre 200.000 i clienti che ci hanno dato fiducia, compiendo di fatto una scelta responsabile e inevitabile. Questa crescita si consoliderà ulteriormente nel futuro, di pari passo con lo sviluppo sempre più innovativo della tecnologia Full Hybrid Electric, arrivata adesso alla sua quarta generazione. La nostra sfida più grande è sempre quella di compiere azioni innovative e di essere in prima linea nella salvaguardia e rispetto dell’ambiente.

La strada per il futuro, ce la indicano la pista e le corse automobilistiche che, mai come ora, hanno stabilito una connessione così stretta per sviluppare quelle soluzioni tecniche che ci permetteranno di avere una mobilità più pulita ed amica dell'ambiente, senza però rinunciare alle prestazioni: anzi le porteranno ad un livello più elevato. Il minimo comune denominatore di tutto questo, si chiama elettrificazione e l'ultima dimostrazione l'ha data la 24 Ore di Le Mans di domenica 17 giugno dove, per la prima volta, Toyota ha vinto dimostrandosi l'auto più forte, ma anche quella che ha consumato di meno grazie alla tecnologia ibrida. Era il 2012 quando, per la prima volta nel Motorsport, Toyota faceva debuttare la tecnologia hybrid, ben due anni prima che questi powertrain venissero introdotti anche dalla F1. Fedeli alla filosofia del miglioramento continuo (Kaizen) da allora non ci siamo mai fermati, nella convinzione di poter ottenere sempre performance maggiori. Basti pensare che rispetto alla vettura del 2012 (TS020), la versione 2018 è più potente del 20% e ha consumato il 35% in meno. In più le due vetture TS050, che hanno conquistato il primo e secondo posto della classifica, sono arrivate al traguardo senza neppure un guasto, un particolare che testimonia l’affidabilità e la continua ricerca di innovazione senza alcun compromesso.


Anche grazie ai produttori più innovativi come Toyota oggi c’è una crescente sensibilità in direzione di soluzioni non inquinanti soprattutto per il traffico urbano. A che punto è il dialogo (o la collaborazione, se c’è) con soggetti istituzionali come Comuni e Università su un futuro sostenibile dal punto di vista ambientale?

Ad oggi, alcune amministrazioni locali, riconoscendo le potenzialità della tecnologia ibrida elettrica, hanno fornito un indirizzo alla collettività attraverso l’introduzione di misure per chi decide di optare per questa tipologia di veicoli, come ad esempio: l’esenzione totale o parziale dal pagamento della tassa automobilistica regionale, l’accesso nelle zone a traffico limitato, costo della sosta, libera circolazione nelle giornate di blocco del traffico, ecc.

Queste misure, che non si possono ricondurre ad incentivi diretti all’acquisto, sono state interpretate dal cittadino come una chiara indicazione da parte della sua amministrazione locale a dotarsi di un’autovettura a basse emissioni, per il bene comune. Una vera e propria scelta di politica ambientale. Naturalmente, la presenza a “macchia di leopardo” di misure a sostegno della diffusione delle vetture ibride, diverse nei contenuti e nei tempi, fa emergere la necessità di un coordinamento delle azioni così da rendere gli interventi maggiormente efficaci. Oltretutto un quadro stabile e condiviso da tutti, darebbe maggiore certezza al cittadino nel momento dell’acquisto. Su tali temi Toyota continua a dialogare con tutti i soggetti istituzionali.

 

Il settore della mobilità ha visto negli ultimi anni l’ingresso sul mercato di molti soggetti nuovi, che vendono servizi (car sharing, car pooling, ecc.) invece che auto. I produttori di automobili, in prospettiva, possono svolgere un ruolo concorrenziale anche su questi nuovi mercati?

Toyota già svolge un ruolo all’interno di questi mercati. Nell’ambito del car sharing, ad esempio, lo scorso primo giugno abbiamo lanciato a Venezia YUKÕ with Toyota, Il primo servizio ibrido elettrico in Italia con una flotta costituita da 40 Yaris Hybrid e 10 Prius Plug In. È disponibile anche un Toyota Proace Verso, con allestimento specifico per garantire l’utilizzo anche alle persone con mobilità ridotta. YUKÕ with Toyota offre un servizio esclusivo con modalità station Based e Free Floating. Il modello Station Based con “YUKÕ One” e il Free floating con “YUKÕ Way”. Con YUKÕ One è possibile prelevare la vettura in uno dei parcheggi abilitati e, una volta terminato il noleggio, rilasciarla nello stesso parcheggio o in altri abilitati al rilascio. Con YUKÕ Way, invece, è possibile prelevare l’auto abilitata a questo servizio e rilasciarla in un punto qualsiasi all’interno delle aree indicate sul sito web. Toyota è anche l’unica a offrire un servizio di car sharing Hybrid Electric con vetture che hanno una capienza di 5 persone. Le Prius Plug-in YUKÕ with Toyota” sono dotate di solar roof, pannelli solari in grado di accumulare ulteriore energia nella batteria del veicolo, in aggiunta a quella recuperata in frenata grazie all’avanzato sistema Full Hybrid Electric. YUKÕ with Toyota consente di abbattere le emissioni relative ad alcuni inquinanti fino al 90% rispetto ai limiti omologativi. Il nuovo car sharing rappresenta un altro importante passo nella realizzazione del progetto Toyota di diventare fornitore globale di soluzioni di mobilità sostenibile. La partenza di questo servizio, segue la presentazione da parte del Presidente Akio Toyoda della visione di Toyota in materia di mobilità, avvenuta a gennaio di quest’anno sempre in occasione del CES® di Las Vegas. Toyota ha inoltre annunciato lo scorso aprile l’apertura a Londra di Toyota Connected Europe (TCEU), che grazie all’ attività di un gruppo composto da circa 50 data scientists e sviluppatori di software assicurerà l’implementazione delle soluzioni tecnologiche necessarie alla mobilità del futuro.

La nuova start-up, con sede a Londra, supporterà lo sviluppo di nuove soluzioni di mobilità in Europa con prodotti e servizi adeguati alle esigenze specifiche del mercato. Lanciata con un investimento iniziale di 4,5 milioni di sterline, la nuova impresa è destinata a impiegare da trentacinque a cinquanta persone. TCEU collaborerà con Toyota Motor Europe e con i distributori e le concessionarie Toyota dell’area, per supportare il lancio di nuove soluzioni di mobilità e di gestione della flotta per clienti, aziende, enti governativi e altre parti interessate. La società sfrutterà e amplierà la piattaforma Mobility Services (MSPF) di Toyota, un ecosistema digitale basato su cloud che fornisce gli strumenti necessari per portare sul mercato servizi di mobilità tra cui il Ride Sharing, il Car Sharing e il Remote Delivery, nonché gestire le operazioni europee del Toyota Big Data Center. Toyota Connected Europe rappresenta un importante esempio della crescita globale di TOYOTA Connected, la Strategic Business Unit del brand, che guida lo sviluppo dei servizi di Telematica, Big Data e Mobility Service Platform con lo scopo di sviluppare nuovi servizi per la mobilità.

 

Siete partner del Comitato olimpico internazionale e, in Italia, partner del Coni. Lo sport è anche una filosofia di vita, un mezzo per sprigionare il massimo potenziale umano attraverso la forza del movimento. Che significato ha per voi questa collaborazione?

Toyota è oggi un brand sempre più aperto a nuove sfide, in cui le persone, compresi i dipendenti, possono sfidarsi a qualsiasi livello, per migliorare loro stessi, l’azienda e la società in generale. Abbiamo l’obiettivo di considerare la mobilità come un’opportunità e non come una barriera. Per questo motivo, vogliamo assicurare libertà di movimento per tutti, con lo scopo di garantire migliori condizioni di vita a chiunque, compreso chi è affetto da forme di disabilità più o meno importanti. Attraverso i valori dello sport, vogliamo assicurare la migliore mobilità possibile e promuovere una società libera da discriminazioni, in cui ognuno possa affrontare le proprie sfide e superarle. In qualità di primo “Mobility Partner” dei Giochi Olimpici e Paralimpici (fino al 2024), puntiamo ad offrire servizi di mobilità di nuova generazione, che vadano oltre le automobili e che siano soluzioni di trasporto e tecnologie avanzate al servizio delle persone, anche all’interno delle mura domestiche. 

 

La vostra filiale ha in corso un progetto importante che si chiama “Start your impossible”, con il Comitato Olimpico e paralimpico. Un impegno sociale, ma c’è un legame fra questo e la ricerca tecnologica di soluzioni integrate per auto, robot, per il movimento e la riabilitazione fisica?

A dicembre 2017 abbiamo lanciato in Italia l’iniziativa corporate globale Start your Impossible, ispirata alla partnership con i Comitati dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici, che segna l’inizio di un nuovo percorso del brand che vuole affermarsi, sempre di più come Mobility brand: un operatore di mobilità a 360 gradi, Toyota è impegnata infatti ad offrire, attraverso l’uso integrato di vetture, tecnologia avanzata, innovazione e robotica, la migliore mobilità possibile per tutti. Il legame è proprio rappresentato dal fatto che Toyota voglia assicurare libertà di movimento a tutti, con lo scopo di assicurare migliori condizioni di vita a chiunque, compreso chi è affetto da forme di disabilità più o meno importanti. 

 

 

Nella foto: Toyota Mirai, la prima berlina di serie alimentata a idrogeno.

PUNTIAMO AD OFFRIRE SERVIZI DI MOBILITÀ DI NUOVA GENERAZIONE

La sede Italiana di Toyota una quindicina di anni fa ha iniziato un percorso certificativo con TÜV Italia, iniziando dalla certificazione del sistema di gestione ambientale a cui si sono aggiunte la qualità e la sicurezza sul lavoro. Altre filiali di Toyota nel mondo hanno seguito il vostro esempio e se sì, i riscontri da parte loro in questo ambito sono in linea con i vostri?

In Toyota l’impegno nelle certificazioni, in particolare quella di Qualità, è sempre stato visto come un investimento nelle risorse e nel miglioramento dei processi aziendali. Durante il percorso di certificazione fatto in questi 15 anni, Toyota ha sempre investito nei sistemi di gestione - specialmente quello ambientale declinandolo anche come standard di franchise sulla propria rete di concessionarie - essendo le norme perfettamente coerenti con i valori della cultura Toyota Way, quali il Kaizen (miglioramento continuo), e con le priorità di business per cui la nostra azienda è stata pioniera nel mercato, quali la tecnologia Full Hybrid Electric e gli obiettivi di impatto ambientale fissati dalla nostra azienda a livello globale per il 2050: l’Environmental Challenge 2050. Proprio l’ibrido e i valori della certificazione ambientale hanno permesso di accrescere anche la cultura aziendale della nostra rete di concessionarie, verso un concetto più elevato di Responsabilità Sociale d’Impresa, dando loro, quale espressione di Toyota sul territorio, l’obiettivo di diventare “Best Retailer in Town”, ossia la concessionaria di auto più impegnata a livello locale nel supporto alle tematiche sociali e ambientali. La certificazione ambientale delle concessionarie è un impegno definito a livello europeo al quale hanno aderito anche le altre principali filiali del gruppo Toyota in Europa, (come ad esempio UK, Germania, Francia, Italia e Spagna) e le nostre stesse fabbriche. In questo scenario, fondamentale è la condivisione dei contenuti della nostra politica ambientale con tutti i nostri stakeholders (clienti, concessionari, fornitori, dipendenti) attraverso la pratica, la diffusione e la comunicazione dei principi del miglioramento continuo e dell’ecosostenibilità, quali elementi fondamentali della filosofia produttiva e gestionale Toyota. Oltre a mantenere alto l’impegno verso l’ambiente, Toyota garantisce un impegno forte in materia di sicurezza sul lavoro, specialmente nei nostri magazzini distribuiti in tutto il mondo. La cura dei particolari e l’attenzione che contraddistingue il nostro marchio, trova la sua massima espressione nel concetto di “safety first”, dove quindi la sicurezza è una responsabilità di tutti che non bisogna mai dare per scontata né delegare ad altri il compito di occuparsi della sicurezza dei nostri dipendenti e dei nostri clienti.  Il miglioramento continuo attuato grazie alla maturità raggiunta dai sistemi di gestione Qualità e Sicurezza, è la massima espressione del concetto di proattività e partecipazione che è nel DNA del nostro marchio: Sicurezza e Fiducia, è per questo che i clienti comprano le nostre auto, per la storia di Qualità che i veicoli Toyota hanno sempre dimostrato.