VISIONE

Energia dalle goccioline

Cresce l’utilizzo di energia verde. Per poterla produrre, secondo Ozgur Sahin potremmo presto sfruttare un fenomeno naturale che tutti conoscono.

  Foto Otsuka America Pharmaceutical

È stata una tappa fondamentale: per la prima volta nello scorso semestre in Germania è stata prodotta più energia verde che energia da fonti convenzionali. L’energia rinnovabile prodotta da vento, sole e biogas promette solide certezze: presto potrebbe aggiungersi alla lista un nuovo fenomeno naturale.

Ozgur Sahin, professore di biofisica della Columbia University, ha un’idea. Sahin sta svolgendo delle ricerche sulle proprietà meccaniche dei batteri, testando la loro resistenza e affidabilità. Osservando che alcuni di essi possono assorbire ed espellere l’acqua, Sahin si è chiesto se fosse possibile sfruttare queste proprietà. “Quando un oggetto rigido cambia la sua forma produce energia”, spiega. Così ha sfruttato questa legge naturale ottenendo come risultato una centrale ad evaporazione. Il principio è semplice. Posizionando su un supporto di gomma delle spore batteriche, se l’umidità dell’aria è elevata, esse assorbono l’acqua aumentando di volume. Quando si riduce l’umidità dell’aria i batteri rilasciano nuovamente l’acqua. Il supporto di gomma si contrae. Il movimento è simile a quello di un muscolo. “Se si collega una turbina, simile a quelle collocate dietro i rotori di un impianto a energia eolica, dal movimento si può produrre energia”, spiega Sahin.

La sua idea è semplice: l’umidità dell’aria può essere utilizzata senza interruzione, diversamente dal vento o dal sole. Anche la resa energetica ha convinto il professore 38enne: “A seconda della scala di grandezza la centrale potrebbe generare ogni anno più energia di un impianto eolico.” Inoltre potrebbe accumulare e razionare energia, dato che l’umidità dell’aria si può catturare, spiega Sahin. Il materiale è poco costoso ed ecocompatibile dato che i batteri sono riciclabili. Dove l’evaporazione riduce le scorte d’acqua, la centrale potrebbe assolvere contemporaneamente a due scopi: proteggere le scorte d’acqua e produrre energia.

Nella pratica la centrale potrebbe essere costruita sopra laghi o fiumi. “Si filtra l’acqua vaporizzata attraverso la centrale producendo corrente prima di rilasciarla nuovamente nell’atmosfera”, spiega il professore. Ma c’è un problema: con ogni nuova costruzione si interverrebbe massicciamente sul paesaggio.

Per il momento l’idea di Sahin è soltanto una visione, sono necessarie ulteriori ricerche per testare la centrale. L’ostacolo principale risiede nei materiali. “Per produrre una quantità rilevante di energia, devono lavorare insieme molti batteri, espandendosi e contraendosi”, dice Sahin. Soltanto quando avrà trovato una soluzione a questo problema la sua idea potrà essere presa in considerazione per produrre energia in modo sostenibile.